Is religion a tv genre?

It seems that Algerian state run tv ENTV will open to a new Ramadan tailored tv genre: the Islamic reality show. Knights of the Quran is the new reality style tv programme but under a religious flavour. This time the participants -males and females- are competing in Quranic recitation rather than in pop songs. Quranic recitation is not new to tv screens expecially during Ramadan, but what sounds new is the format, which owes a lot to the reality show genre. Audiences can contribute from their homes to choose the best Quranic reader and the show also features competitors tours in religious locations across the Arab region, like the Al Qarawiin mosque in Fez, Morocco, the Al Zeituna mosque in Tunisia and the Al Azhar mosque in Egypt.  See the original article

http://www.thenational.ae/article/20080904/FOREIGN/891508511/1002&profile=1002

on The National UAE to read the Arab media analyst Marwan Krady commenting on this.

While Algeria tv is investing in religious reality show, neighbouring Tunisia launches the first Tunisian religious channel, Hannibal Elferdaws (Hannibal Paradise). Investor is the local businessman Larbi Nasra, who founded Tunisia’s first private TV channel Hannibal in 2005. If for someone this is an attempt to teach young people a “moderate” version of Islam in order to discourage militant political Islamic groups, for others it’s just a sign that times have dramatically changed since former Tunisian president Bourghiba drunk an orange juice in the middle of Ramadan on tv declaring that “a modern nation cannot afford to stop for a month every year”.

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4 thoughts on “Is religion a tv genre?

  1. Io continuo a commentare in italiano, essendo il mio inglese penoso. Ho visto il reality della ENTV in casa di una famiglia algerina durante il ftur. A me, quando sono apparse le immagini, è subito apparso chiaro di cosa si trattasse (e ora me lo confermi tu), mentre la famiglia non era altrettanto informata. Mi hanno detto: si tratta del tradizionale tarawih programmato sempre durante il Ramadan. Certo che nel vedere il programma, anche solo per quei pochi istanti, sono rimasto sorpreso. Mi son detto: dimmi che anche questo è possibile?!

    Effettivamente credo che l’obiettivo della tv di stato (come di parte dell’establishment) sia quello di “normalizzare” l’islam, in qualche modo compierne una domesticizzazione (addomesticamento) commerciale: home islamic culture. Se per un verso, in particolare in un paese come l’Algeria, uscire da un islam di combattimento e militare (più che militante) è un obiettivo desiderabile, la sua domesticizzazione è senz’altro una forma di addomesticamento sociale: creazione di una cultura pop a detrimento di altro tipo di più spregiudicata evoluzione culturale. Insomma una operazione al fondo paternalista ed elitaria… e totalmente conveniente alle dirigenze occidentali.

    Ma c’è poi anche il divertimento, ai vari livelli a cui si può provarlo, più o meno riflessivi: il vedere che anche questo è possibile… anche con il Qur’an al-karim si può fare audience.

  2. L’italiano va bene uguale..Sono molto d’accordo con te, anzi hai toccato un tema centrale: “normalizzare” vuol dire “banalizzare”? rendere una cosa importante e preziosa, sia dal punto di vista della lingua araba che naturalmente della religione, un contest televisivo a eliminazione, fa un favore a quella lingua e a quella religione oppure le impoverisce? il dibattito è aperto e assomiglia un po per certi versi a quello che si verificava qui in Italia durante il periodo di “apocalittici e integrati”. Io per formazione culturale -ho studiato Scienze della Comunicazione con Alberto Abruzzese- sarei “integrata”, cioè tenderei a dire che usare i linguaggi della cultura pop non dovrebbe essere messo su un piano diverso rispetto all’uso invece di linguaggi “aulici” e piu immediatamente “educativi”. Però adesso i tempi sono molto cambiati e nell’epoca dei reality show imperanti mi sento di dire che dovremmo forse fare attenzione a che tutto non diventi un reality show..Tanto per guardare non solo in casa araba, prendiamo l’esempio delle elezioni americane, che assomigliano sempre di più a un “vota il tuo eroe” preferito, in una logica da nomination piuttosto che in una logica politica..Non so se applicare questa logica anche ad una cosa sacra come il Corano e alla religione in generale possa migliorare la società e contribuire a formare una coscienza religiosa in modo sano, invece piuttosto di trasformare ogni atto in “spettacolo”

  3. P.S. Non ftur ma iftar, ovviamente… A pensarci bene, come dici tu, un programma televisivo come quello di cui ci parli può avere un ruolo interessante, non fosse che per il fatto di “giocare il publico” con il testo sacro.

  4. Gentile dott.sa Della Ratta,
    è il mio primo post su questo blog, i miei più cari complimenti e in bocca al lupo per il suo preziosissimo lavoro.

    Francesco – Bruxelles

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