Happy new year?

It’s very difficult to express wishful thinkings for the 2009, particularly if you are watching the new year dawn from this part of the world which is the Middle East. Many Arab countries have cancelled New Year’s celebrations yesterday in solidarity with the Gaza strip. In Syria no live music performances and dances where allowed, in order to  retain a sober atmosphere. Other Arab countries, like Lebanon and many places in Egypt for example, just didn’t care and went on with the bookings and parties. What about the West? I am just wondering how this last Palestinian tragedy looks like from Europe, and what  the people that watching it on TV channels are feeling. I guess that seeing it from a Middle Eastern perspective, being based here in the Arab Region, should be something really different, even if you still have to watch it through the mediation of the TV screens..

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4 thoughts on “Happy new year?

  1. Per me niente festa a capodanno, no music, no parties. Strano per un musicista; ma tutta la sera mi sono chiesto cosa diavolo ci fosse da festeggiare. I botti poi!..
    Non so se avete visto le immagini da Napoli di un giovane (evidentemente decerebrato) che sparava in aria con una pistola vera esibendosi felice alla troupe che l’intervistava (il giorno dopo si è saputo di un ragazzo morto nei quartieri spagnoli per una pallottola vagante).
    Non ho parole; copio un frammento pasoliniano dal bel blog di Vittorio Arrigoni da voi consigliato.
    “L’Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo. Prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo.” (P.P.P.)
    Grazie per il vostro lavoro!
    vi seguo,
    claudio

  2. Credo pultroppo che la citazione di Pasolini si possa applicare a tutta l’Europa di oggi. Io abito a Zurigo ed anche se ci sta gente che è indignata a quanto accade, l’indifferenza e l’ignoranza regnano. Per quanto grande la tragedia a Gaza, i festeggiamenti, gli acquisti sfrenati, i fuochi d’artificio non si sono fermati. E come pretenderlo se sono sempre gli ‘altri’ ad essere ammazzati?
    Durante gli ultimi 8 anni siamo stati bombardati da tutti i media con parole che hanno distrutto quello che rimaneva della coscienza, della capacità e del dovere umano di empatizzare e soprattutto aiutare persone in sofferenza e oppresse. Specialmente se gli ultimi sono Arabi. Si è rafforzato questa idea di ‘noi’ e ‘loro’ a tal punto da delegittimizzare l’umanità e dignità della persona. Si vede verso il medio Oriente e si vede questà omogeneità, questo ‘loro’ appunto.
    D’altronde questa è solo una riflessione di ciò che accade in scala molto più piccola nelle città occidentali, il sospetto e paura dell’ altro regnano, ‘meglio andare dritti a testa bassa che si va più lontano’ sembra il consiglio emanato nell’aria metropolitana.
    In questi giorni nei media si parla sempre usando il ‘ma’: “hanno assasinato più di 500 civili, ma si devono pur difendere gli israliani!”, “non è giusto, ma loro lanciano i missili”, “è un orrore, ma…”
    Si parla di aiuti umanitari e non delle condizioni in cui è stata sottoposta la Palestina da israele negli anni. Si parla e si parla senza mai toccare il nocciolo della questione: l’assediamento che avviene da anni di un intero popolo costretto a vivere in condizioni disumane. Altro che risposta al lancio di missili! Viene messo tutto fuori contesto, le ragioni capovolte.
    Ieri ho visto delle immagini delle bombe isrlaeliane che esplodevano a mezz’aria, a grappolo, come fuochi d’artificio, ma invece che salire verso il cielo, scendevano verso terra e portavano morte. Ho ancora l’amaro in bocca e dolore nel cuore.
    Ho scoperto oggi il suo blog, ho aggiunto la pagina a i miei preferiti! Vi auguro un buon lavoro, saluti e grazie.

    a. bernardi

    • grazie per le tue parole che mi fanno venire i brividi. sono italiana, europea e so cosa vuoi dire quando dici che c’è sempre un “ma” anche di fronte a una tragedia terribilmente ingiusta come questa. i fuoci d’artificio in occidente non si sono fermati e cosi non si fermano le bombe. con l’indifferenza putroppo si ottiene queste. dobbiamo fare qualcosa noi, tutti, in prima persona, perchè è nostra responsabilità di esseri umani…

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