Italia-Libia, un anno di “amicizia”

Dopo lo “sdoganamento” della storia di Nessma TV sul The Guardian e a ruota sui nostri principali quotidiani, per fortuna un pò di cose su quest’oscura storia dei patti Libia-Italia stanno cominciando a venir fuori.

Ricevo un appello congiunto di “Come un uomo sulla terra” e “Fortress Europe” per firmare una petizione che chiede la realizzazione di

“due missioni in Libia, una d’inchiesta e una umanitaria, per verificare le condizioni dei migranti nei centri di detenzione e deportazione. Già in 15.000 hanno firmato.

In occasione della visita di Silvio Berlusconi a Tripoli, gli autori e la produzione di “Come un uomo sulla terra”, il documentario che da un anno dà voce alle testimonianze dei migranti africani vittime degli accordi italo-libici, rilanciano in collaborazione con Fortress Europe la petizione per avviare missioni istituzionali nei centri di detenzione in Libia.
La petizione è rivolta ai Parlamenti Italiano ed Europeo, alla Commissione Europea e all’UNHCR ed ha già raccolto on line e su carta quasi 15000 firme.

Ad un anno di distanza dalla firma dell’accordo tra Italia e Libia, le motivazioni a sostegno delle richieste contenute nella petizione sono ancora più urgenti. Le notizie succedutesi negli ultimi mesi, in particolare dopo la svolta radicale avviata dai respingimenti v oluti dal Ministro Maroni, danno conferma della necessità di avviare misure di controllo sulle modalità con cui lo Stato Libico gestisce, su richiesta e con finanziamenti italiani, la detenzione e la deportazione di migliaia di donne e uomini africani.
Ormai si conoscono le condizioni disumane di detenzione, le violenze anche mortali della polizia libica e l’assoluta mancanza di tutela di diritti umani fondamentali, tra cui il diritto d’asilo.

Questa situazione ha fatto sì che a chiedere missioni di verifica siano non solo organizzazioni internazionali come UNHCR, ma anche alte cariche istituzionali come il Presidente della Camera Granfranco Fini e il Presidente del COPASIR Francesco Rutelli, oltre a vari esponenti dei gruppi parlamentari di opposizione.
Prendiamo atto con favore di queste posizioni e uniamo le nostre voci a quelle dei firmatari della petizione, affinché queste missioni siano finalmente possibili.

Oggi, in questa giornata in cui ci sembra non ci sia proprio niente da festeggiare, chiediamo a tutti gli italiani che credono nella tutela dei diritti umani e nella costruzione di una civiltà democratica migliore,  di firmare la petizione entro il 13 settembre attraverso il sito del film: http://comeunuomosullaterra.blogspot.com.

Noi ci impegniamo a consegnare ufficialmente le firme ai destinatari entro la fine del mese di settembre, organizzando per l’occasione un momento di confronto serio, convinti che sia ormai non solo necessario ma anche possibile avviare al più presto missioni di verifica e di inchiesta in Libia”.

Autori e Produzione “Come un uomo sulla terra”.

Vi invito inoltre a guardare “Respinti”, di Riccardo Iacona, Francesca Barzini e Domenico Innacone, un aggiacciante documento di quello che sta succedendo sulle nostre coste..quanto lontano dalle immagini patinate di Nessma TV, eppure…

Vi prego di diffondere questi link e far vedere a più gente possibile immagini che i nostri telegiornali tacciono:

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-d7bc61b1-21d5-4731-8032-2645b9d7d3e1.html?p=0

http://fortresseurope.blogspot.com/2009/08/presa-diretta-il-6-settembre-speciale.html

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3 thoughts on “Italia-Libia, un anno di “amicizia”

  1. Stamattina, nella sua intervista a Maurizio “Zerbino” Belpietro su Canale 5 (nella trasmissione “Panorama del giorno”, mi pare si chiami) il PresdelCons ha fatto delle affermazioni sulla Libia che potrebbero interessarti. Io ne ho sentito un frammento di sfuggita su Blob, ma praticamente diceva che non c’erano alternative agli accordi stipulati (ovviamente non c’erano alternative dal punto di vista economico).
    Non so se sia possibile recuperare il testo completo dell’intervista, magari attraverso il sito di Canale 5.

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