Joi Ito al Parlamento Italiano il 17 dicembre

Joi Ito, Ceo di Creative Commons e imprenditore fra i più illuminati del web 2.0, sarà a Roma il 17 dicembre alle ore 18.30 al Parlamento Italiano (ingresso libero previa presentazione documento d’identità) all’interno del progetto Capitale Digitale.
Un’occasione unica, in cui Joi parlerà di “Creatività, innovazione e business nella rete”. Ecco alcune informazioni sull’evento, seguito da un dibattito moderato da Riccardo Luna di Wired Italia al quale parteciperanno Franco Bernabè, amministratore delegato di Telecom Italia, Umberto Croppi, assessore alle politiche culturali e comunicazione del Comune di Roma, Juan Carlos De Martin, responsabile Creative Commons Italia, Nicola Formichella, capogruppo PDL della commissione politiche dell’Unione Europea e membro dell’intergruppo parlamentare 2.0, Antonio Palmieri, membro della commissione cultura della Camera dei Deputati, Stefano Quintarelli, CEO di Reeplay, Vincenzo Vita, vice presidente della commissione cultura del Senato e membro dell’intergruppo parlamentare 2.0.

Appuntamento alle 18.30 del 17 dicembre presso 18.30 presso la Sala delle Conferenze della Camera dei Deputati di Palazzo Marini
.
L’evento viene trasmesso anche sul web all’indirizzo http://capitaledigitale.webcasting.it.

Joi Ito, uno dei 25 personaggi più influenti del web secondo il settimanale finanziario Business Week http://images.businessweek.com/ss/08/09/0929_most_influential/9.htm, fondatore di web companies come InfoSeek Japan e Digital Garage, nonché early investor di progetti web 2.0 di successo, come Twitter, Flickr, Technorati, Last.fm. sarà a Roma il prossimo 17 dicembre per tenere presso il Parlamento italiano una lectio magistralis dal titolo “Creatività, innovazione e business nella rete. Una prospettiva imprenditoriale”.
Joi Ito, che fra le varie cariche, ricopre quella di CEO di Creative Commons
, l’organizzazione che si occupa di copyright nell’era digitale fondata dal Professore della Stanford University Larry Lessig, parlerà degli strumenti che rendono possibile lo sviluppo di innovazione e creatività nel business e nell’impresa.
L’argomento centrale del discorso di Ito verte sul fatto che innovazione, creatività e sviluppo economico procedono soltanto all’interno di un quadro sociale di capillare diffusione della cultura informatica e di Internet e di un quadro giuridico che garantisce la neutralità, l’apertura e l’avanzamento della tecnologia.
Il potenziamento dell’infrastruttura tecnologica, a partire da Internet, la sua neutralità e la garanzia della sua apertura sono elementi fondamentali per stimolare l’innovazione, la creatività e la competitività economica su scala globale di un paese.
Ito cercherà di tradurre la lezione della Silicon Valley in una serie di concrete “regole d’oro” da seguire per lo sviluppo di una sana scena imprenditoriale capace di rispondere alle crescenti spinte di un mercato globale sempre più competitivo.
Ito dimostrerà come la creazione di un ecosistema aperto dal punto di vista giuridico e tecnologico sia il pre-requisito da cui dipende l’innovazione d’impresa. Nel mondo digitale, l’innovazione richiede sempre di più protocolli aperti e standard giuridici adeguati al nuovo sistema economico. La questione della proprietà intellettuale e della sua protezione diventa dunque fondamentale per costruire un’economia digitale che si basi sui principi di interconnessione e scambio legali.
Creative Commons
, organizzazione non profit diffusa in oltre 50 paesi, propone soluzioni per risolvere i problemi della condivisione dell’informazione digitale –e, conseguentemente, della tutela della proprietà intellettuale- in direzione di una maggiore flessibilità alla circolazione delle opere, garantita in modo legale e secondo le volontà espresse dall’autore. Gli strumenti forniti da Creative Commons servono da cornice entro la quale collaborazione e innovazione –che sono i presupposti per un’economia creativa- possano avvenire legalmente e abbassando i costi di mediazione richiesti nell’ ambiente del “tutti i diritti riservati” tipico del copyright classico.
Creative Commons
è il copyright flessibile dell’era digitale che garantisce “alcuni diritti riservati” secondo la volontà del creatore dell’opera.
Joi Ito

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