#15 ott: dimenticare i 500 e concentrarsi sui 495.500

Il #15ott e` andato e quello che sembra restare e` una polemica infinita sulle violenze di uno sparuto gruppo di persone, per i quali si e` dovuta riesumare la vecchia definizione di “black bloc” gia` in voga all`epoca di Genova 2001.

Alle persone e ai media italiani impegnati oggi a discutere l`uso della violenza che ha devastato Roma e la sconfitta del movimento degli “indignados” che ieri avrebbe dovuto fare il suo debutto in Italia vorrei ricordare un paio di concetti importanti.

Uno: ieri ci sono state manifestazioni in tutta Europa e in tutto il mondo, tutte generate dal “movimento” dal basso “occupy”, quello che cerca di riprendersi citta` e istituzioni schiacchiate dalla dittatura capricciosa della finanza globale e da stati inermi e soggiogati. Mi risulta che in nessun posto ci fossero 500.000 persone, come si sono viste a Roma. Perche` non proviamo a parlare di quei 495.500, invece di parlare di quei 500 che si sono dati da fare a devastare la citta? Perche` dobbiamo sempre sminuirci, quando quella di ieri a Roma e` stata una sfilata di forze nuove in campo, 495.500 persone scese in piazza senza un`organizzazione, senza un partito, ma con una causa comune? Roma e` stata la citta che ha registrato piu presenze, e questo non si puo perdere nel chiacchiericcio mediatico del post manifestazione, preso dall`orrore perbenista per le devastazioni di ieri. L`argomento principale non e` e non deve essere quei 500. L`argomento principale sono i 495.500 scesi in piazza ieri, senza partiti e senza organizzazione…

Due: ..e senza servizi d`ordine. Chi e` un “habitue” delle manifestazioni, sa che scendere in piazza con l`allora fu Rifondazione comunista o con il PD o con i Cobas o qualsiasi realta organizzata significa anche garantire un certo tipo di ordine dentro al corteo. Il partito o il sindacato ha il suo servizio d`ordine, organizzato, e ha molte piu probabilita di individuare ed isolare persone intenzionate a creare caos e violenza. Ma in una manifestazione come quella di ieri, dal basso per l`appunto, i servizi d`ordine organizzati erano pochissimi, come scarse le aderenze ufficiali di partiti, sindacati, e realta “istituzionali”. Gli “indignados” e quelli degli “occupy” movements sono realta dal basso, decentrate, “disorganizzate”. Una lettura intelligente del movimento da parte delle forze dell`ordine responsabili di tenere, appunto, l`ordine, avrebbe dovuto capire questo, e regolarsi di conseguenza. I 500 invece, organizzatissimi, lo sapevano benissimo e hanno giocato su questo. La loro tattica e` appunto disperdersi fra queste persone per usarle da scudo e fare guerriglia urbana. Possibile che le forze dell`ordine non lo sapessero? possibile che non l`avessero previsto? perche` dovrebbe essere colpa dei 495.500, che pure hanno fatto di tutto, come anche documentato da alcuni giornali, per isolare i 500?

il carro del teatro Valle occupato -cinema Palazzo occupato

Tre: ignorare il fatto che in Italia la protesta “indignados” e “occupy” non fosse anche una protesta direttamente rivolta contro il governo Berlusconi e` da ingenui. Questo va assolutamente preso in considerazione. Quella di ieri, quella dei 495.500, e` una protesta contro la finanza globale e il governo Berlusconi e la sua corruzione, e le sue ingiustizie..non e` una protesta qualunquista di 500 che mettono a ferro e fuoco la citta..non dimentichiamolo

scontri a San Giovanni

Quattro: Non dimentichiamo che le richieste di queste 495.500 persone -come di tutte le altre riunite a manifestare in Europa e nel mondo, come di quelli che ancora non sono scesi ma dalle loro case si rodono dentro per le ingiustizie e i soprusi di questo sistema globale- sono richieste legittime. Il dibattito del post #15ott deve essere concentrato su questo e non sui 500. Sara` anche compito degli indignados -o non so come vogliamo chiamare questi 495.500 che ieri erano in piazza- costruire il dissenso giorno per giorno , e non lasciare che la loro marcia di ieri sia offuscata da quei 500 e che tutto cada nel dimenticatoio. La marcia pacifica di ieri e` soltanto un passaggio di un processo iniziato gia da mesi -per esempio con le numerose occupazioni che ci sono in giro in tutta Italia, la piu significativa quella del teatro Valle a Roma- e continua oggi e la prossima settimana. Non saranno certo i 500 di ieri ad arrestarlo.

In Italia c`e molta piu gente di quanto noi stessi pensiamo che capisce e condivide le ragioni di questo movimento.

Ieri, quando sono andata in Piazza San Giovanni per dare una mano, insieme ad altri volontari, ai ragazzi dell`Ama che stavano pulendo il delirio creato dalla violenza dei 500, sono rimasta sorpresa quando, cercando di scusarmi con questi lavoratori che devono passare la notte a ripulire il “post-dissenso”, mi hanno detto:

“siamo contro la violenza, e quello che e` successo ad opera di pochi e` sbagliato. Ma la manifestazione e` giusta, le richieste sono giuste e sacrosante, e noi siamo d`accordo”.

Nessun risentimento nelle loro parole. Se quei 495.500 non sono il capro espiatorio di lavoratori che sono costretti tutta la notte a ripulire dall`incivilta`, perche` dovrebbero esserlo per i media o per altri cittadini?

Penso che dovremmo prendere tutti ad esempio l`umilta e l`apertura di queste persone e andare avanti, nel modo corretto, anche per loro.

con i volontari e i ragazzi dell`Ama a ripulire San Giovanni

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One thought on “#15 ott: dimenticare i 500 e concentrarsi sui 495.500

  1. Brava Dona,
    esattamente quello che penso anch’io.
    Come è conveniente per alcune forze politiche la violenza dei pochi ha messo in ombra la protesta legittima e pacifica dei molti.
    Non dico che non bisognasse parlare della violenza accaduta e anche stigmatizzarla, ma parlare tutto (ma proprio tutto) il week-end (e chissà quanto ancora se ne parlerà) solo della violenza senza quasi proferire parola sulle richieste legittime e i sentimenti della piazza pacifica mi pare davvero frustrante e stupido da parte dei politici. Stupido perché questa situazione e la crisi continuano, non si potrà parlare sempre di violenza in futuro gettando fumo negli occhi ai facilmente condizionabili di questo paese.
    La protesta inoltre non è finita, e per le frange violente ed organizzate non sarà facile rovinare per sempre questo movimento di protesta se il movimento sarà continuo, costante e numeroso. La mia opinione è che la costanza e la convinzione possano alla distanza avere la meglio sulla loro organizzazione da squadriglie.

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