“Open your hearth & close your shop”: general strike in Damascus

“Open your hearth & close your shop” is the slogan that  yesterday was shared on Facebook by Syrian peaceful activists in order to support the general strike organized to protest against the Houla Massacre.

In an unprecedented move, even Old Damascus souks (including Hamidyeh, Bouzorieh, Suq as-souf) have kept their shops closed in sign of protests for the massacre that last Friday left, according to the UN, at least 49 children and 34 women dead (the majority was killed with knives in a door-to-door assault) in the village of Houla, near Homs.

Activists have uploaded videos from different areas in Damascus, including the Old City which has stayed mostly out of the one -year-two-months old protests (except from the very first weeks back to march 2011):

 

 

 

Souk al Hamidyeh, Old Damascus, 28 May 2012

Daraya, 28 May 2012

Kafer Sousseh, 28 May 2012

Qasr al Hajaj, 28 May 2012 

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Houla Massacre

 Dal poeta siriano Muhammad Al Maghut, poesia dalla raccolta

Al-farah laysa mihnatî (“La gioia non è il mio mestiere”, 1970).

Via SiriaLibano 


Assedio

 

Ho lacrime blu

a forza di piangere guardando il cielo

Ho lacrime gialle

a forza di piangere sognando spighe

d’oro

Vadano pure in guerra i condottieri

nei boschi gli innamorati

ai laboratori gli scienziati

Io

cercherò un rosario e una vecchia sedia

per tornare quello che ero,

un usciere fermo sulla soglia del dolore

almeno finché ogni libro e costituzione e religione

dirà che morirò soltanto

di fame o di prigione.

 

Titolo originale: Al-Hisâr


Culture in defiance: Continuing Traditions of Satire, Art and the Struggle for Freedom in Syria

For those of you who are in Amsterdam or just passing by on June 4th there is a must-follow event happening at the Prince Claus Fund Gallery.

It`s the opening of an art exhibition dedicated to the creative struggle for freedom in Syria, which goes under the title of  “Culture in Defiance: Continuing Traditions of Satire, Art and the Struggle for Freedom in Syria.

I`ve had the honor to join the group of curators who have put together lots of creative works (films, music, visual art, graffiti, cartoons.etc) produced by Syrians since the beginning of the Syrian uprising March 15th 2011. Malu Halasa,author of the amazing art book “Secret life of Syrian lingerie“, called me after I gave a presentation in London about Syrian user-generated creativity. She was very enthusiastic about the idea of putting together as many creative works as possible speaking of the “new Syrian wave” of creativity that has sprout out of the uprising. Thanks to her energy and enthusiasm, together with expertise of Syrian curators Aram Tahhan and Leen Zyiad, we have put together a good amount of songs, visual art works, graffiti works, films, photos. There is a publication coming up  that Malu has curated, where I have written an article about user-generated creativity in the context of the Syrian uprising. I hope I was able to give at least an idea of the amazing anonymous people whose works I see every day blossoming over the Internet.

Syrian cartoonist Ali Farzat, also a Prince Claus Foundation`s laureate, will open the exhibition on June 4th together with Malu.

We are planning an academic symposium with a series of light evening lectures in the context of the exhibition. It looks like it will be sometimes in October, I`ll post the date as soon as possible. Syrian guests specialized in creative films, advertising, etc will join us for debate sessions on creative resistance in Syria.

Cinema e rivoluzione in Egitto

Con molto (e imperdonabile) ritardo dovuto a una catena di viaggi, scarse connessioni e troppo lavoro, pubblico il resoconto del festival “Cinema et Revolution(s) en Egypte” a Lione, scritto dagli amici di Egyptinprogress che me l`hanno gentilmente segnalato qualche tempo fa. Tommaso e i suoi hanno presentato il documentario“Egitto-un sogno nel cassetto”, e hanno partecipato a incontri, workshop, altre proiezioni che hanno raccontato qui sul loro blog.

Mi scuso per la segnalazione arrivata cosi in ritardo, l`unica consolazione e` che oggi e` un giorno importante per l`Egitto, la prima volta dopo decenni che si vota in elezioni libere, percio` un “sogno nel cassetto” per molti che si avvera..

by TOMMASO

– 01/05/2012

Freschi di rientro dalla kermesse lionese, il festivalCinéma et Révolution(s) en Égypte, vogliamo condividere mettere in rete alcune delle esperienze che ci hanno entusiasmato di più.
Il festival è stato voluto e organizzato dall’associazione Maalish e dalla Maison des Passages di Lione, due realtà che lavorano sull’intercultura. In particolare Maalish (in arabo egiziano “porta pazienza!”) è nata dall’incontro di giovani egiziani e francesi appassionati della cultura egiziana, ma oramai attivi su temi che riguardano tutto il medio oriente.
Durante tutto il festival ha regnato un’atmosfera molto calorosa e accogliente, la stessa con cui ci hanno accolto Nicola, Nadia, Ahmed e tutto lo staff. Questa atmosfera di serenità ed entusiasmo al tempo stesso, ha permesso di approfondire dei discorsi molto difficili, soprattutto sul piano emotivo. Perché parlare di rivoluzioni egiziane oggi significa anche fare i conti con un‘attualità politica che sembra tradire molte delle aspettative in campo: il potere politico ed economico ancora in mano all’esercito, la forte prevalenza dei partiti islamici nel parlamento, l’assemblea costituente ancora in alto mare.
Si parla di rivoluzioni al plurale, come sottolineano gli amici di Maalish, per rappresentare meglio il concetto di una rivoluzione multiforme: non solo il rovesciamento del potere politico, ma un ventaglio di cambiamenti sociali, culturali e di pratica politica.

(continua qui)