2011: Year of the Protester

Since this is the last post of 2011, I`d like to take few minutes to say goodbye to an year that has been truly amazing (sometimes in a scary way, too).

Most of the things I thought would be very unlike actually happened in 2011, the good and the bad things. When I first got an sms by a Tunisian friend last 14 January 2011 I could not believe what I saw on the mobile screen: we, the Tunisian people, are going to celebrate tonight for the dictator is gone.

credit: Time.com

I screamed and cried when I saw my computer screen streaming pure live joy from Tahrir square in Egypt, on February 11th cause another dictator was gone.

I walked the streets of my dear Damascus last February, curious to see what would happen in the Syrian days of rage and saw nothing. Yet, only few days later, and few meters away from my house, I saw a spontaneous explosion of anger, a protest for dignity called by real streets and not by Facebook. Then, again, as unexpected as that one, another unexpected thing happened, again near my house, again in Old Damascus. It was the 15th of March, and people said Syrian revolution was beginning.

I dont believe in slogans and in Internet calls for revolutions, but what I saw was the street revolting, real people being hurt, not avatars.

Since then, Syria has never been the same. People are still fighting for their freedom and dignity, in many ways, the most unexpected, the most creative, the bravest.

illustration by Khalid Albaih licensed under Creative Commons

illustration by Khalid Albaih licensed under Creative Commons

And then Libyans won their fight against Gheddafi and started to rebuild their country. The brave people of Yemen have been hitting the streets since January and are still there. A tough crackdown on Bahrain and the silence of international community have not stopped the people from asking their rights to freedom and equality. Women have been driving change in Saudi Arabia, and Kuwaitis have occupied their Parliament to demand reforms and an end to corruption.

And then Jordan, Morocco, Algeria. And Palestine, of course, always in our hearts.

The most amazing thing is that Europe for the first time took the energy out of the Arabs and shouted. Spain has been leading with the indignados. In my home country the situation is different, and I wish I could tell you we the people ousted Berlusconi -and not the international finance-. But we occupied public spaces and gave them back to the citizens. And we still have our jewel up working, Teatro Valle Occupato in Rome, where a new form of collaborative art and culture has born, and more to come.

There is something I will always remember of this almost gone 2011. When I was in DC, a month ago, at the #occupyDC camp, a blond haired guy told me, proud of himself: “I do not fear teargas: I am Egyptian”. So I answered in Arabic and I was surprised to hear that he didnt speak any. Then I discovered he was not even of Arab origin. He was just pretending to be an Egyptian, this guy, a W.a.s.p. American!

This solidarity, this empathy, this brotherhood I saw throughout the world, from the Arab Springs to the #occupy movement to the indignados, is the hope I want to take with me in 2012, despite all the bad things still happening and yet to happen.

 Kull 3amm w entu be kheir.


illustration by Khalid Albaih licensed under Creative Commons

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#15 ott: dimenticare i 500 e concentrarsi sui 495.500

Il #15ott e` andato e quello che sembra restare e` una polemica infinita sulle violenze di uno sparuto gruppo di persone, per i quali si e` dovuta riesumare la vecchia definizione di “black bloc” gia` in voga all`epoca di Genova 2001.

Alle persone e ai media italiani impegnati oggi a discutere l`uso della violenza che ha devastato Roma e la sconfitta del movimento degli “indignados” che ieri avrebbe dovuto fare il suo debutto in Italia vorrei ricordare un paio di concetti importanti.

Uno: ieri ci sono state manifestazioni in tutta Europa e in tutto il mondo, tutte generate dal “movimento” dal basso “occupy”, quello che cerca di riprendersi citta` e istituzioni schiacchiate dalla dittatura capricciosa della finanza globale e da stati inermi e soggiogati. Mi risulta che in nessun posto ci fossero 500.000 persone, come si sono viste a Roma. Perche` non proviamo a parlare di quei 495.500, invece di parlare di quei 500 che si sono dati da fare a devastare la citta? Perche` dobbiamo sempre sminuirci, quando quella di ieri a Roma e` stata una sfilata di forze nuove in campo, 495.500 persone scese in piazza senza un`organizzazione, senza un partito, ma con una causa comune? Roma e` stata la citta che ha registrato piu presenze, e questo non si puo perdere nel chiacchiericcio mediatico del post manifestazione, preso dall`orrore perbenista per le devastazioni di ieri. L`argomento principale non e` e non deve essere quei 500. L`argomento principale sono i 495.500 scesi in piazza ieri, senza partiti e senza organizzazione…

Due: ..e senza servizi d`ordine. Chi e` un “habitue” delle manifestazioni, sa che scendere in piazza con l`allora fu Rifondazione comunista o con il PD o con i Cobas o qualsiasi realta organizzata significa anche garantire un certo tipo di ordine dentro al corteo. Il partito o il sindacato ha il suo servizio d`ordine, organizzato, e ha molte piu probabilita di individuare ed isolare persone intenzionate a creare caos e violenza. Ma in una manifestazione come quella di ieri, dal basso per l`appunto, i servizi d`ordine organizzati erano pochissimi, come scarse le aderenze ufficiali di partiti, sindacati, e realta “istituzionali”. Gli “indignados” e quelli degli “occupy” movements sono realta dal basso, decentrate, “disorganizzate”. Una lettura intelligente del movimento da parte delle forze dell`ordine responsabili di tenere, appunto, l`ordine, avrebbe dovuto capire questo, e regolarsi di conseguenza. I 500 invece, organizzatissimi, lo sapevano benissimo e hanno giocato su questo. La loro tattica e` appunto disperdersi fra queste persone per usarle da scudo e fare guerriglia urbana. Possibile che le forze dell`ordine non lo sapessero? possibile che non l`avessero previsto? perche` dovrebbe essere colpa dei 495.500, che pure hanno fatto di tutto, come anche documentato da alcuni giornali, per isolare i 500?

il carro del teatro Valle occupato -cinema Palazzo occupato

Tre: ignorare il fatto che in Italia la protesta “indignados” e “occupy” non fosse anche una protesta direttamente rivolta contro il governo Berlusconi e` da ingenui. Questo va assolutamente preso in considerazione. Quella di ieri, quella dei 495.500, e` una protesta contro la finanza globale e il governo Berlusconi e la sua corruzione, e le sue ingiustizie..non e` una protesta qualunquista di 500 che mettono a ferro e fuoco la citta..non dimentichiamolo

scontri a San Giovanni

Quattro: Non dimentichiamo che le richieste di queste 495.500 persone -come di tutte le altre riunite a manifestare in Europa e nel mondo, come di quelli che ancora non sono scesi ma dalle loro case si rodono dentro per le ingiustizie e i soprusi di questo sistema globale- sono richieste legittime. Il dibattito del post #15ott deve essere concentrato su questo e non sui 500. Sara` anche compito degli indignados -o non so come vogliamo chiamare questi 495.500 che ieri erano in piazza- costruire il dissenso giorno per giorno , e non lasciare che la loro marcia di ieri sia offuscata da quei 500 e che tutto cada nel dimenticatoio. La marcia pacifica di ieri e` soltanto un passaggio di un processo iniziato gia da mesi -per esempio con le numerose occupazioni che ci sono in giro in tutta Italia, la piu significativa quella del teatro Valle a Roma- e continua oggi e la prossima settimana. Non saranno certo i 500 di ieri ad arrestarlo.

In Italia c`e molta piu gente di quanto noi stessi pensiamo che capisce e condivide le ragioni di questo movimento.

Ieri, quando sono andata in Piazza San Giovanni per dare una mano, insieme ad altri volontari, ai ragazzi dell`Ama che stavano pulendo il delirio creato dalla violenza dei 500, sono rimasta sorpresa quando, cercando di scusarmi con questi lavoratori che devono passare la notte a ripulire il “post-dissenso”, mi hanno detto:

“siamo contro la violenza, e quello che e` successo ad opera di pochi e` sbagliato. Ma la manifestazione e` giusta, le richieste sono giuste e sacrosante, e noi siamo d`accordo”.

Nessun risentimento nelle loro parole. Se quei 495.500 non sono il capro espiatorio di lavoratori che sono costretti tutta la notte a ripulire dall`incivilta`, perche` dovrebbero esserlo per i media o per altri cittadini?

Penso che dovremmo prendere tutti ad esempio l`umilta e l`apertura di queste persone e andare avanti, nel modo corretto, anche per loro.

con i volontari e i ragazzi dell`Ama a ripulire San Giovanni