Regali di fine anno

Se ancora state cercando regali di fine anno ci sono tre cose che vorrei portare alla vostra attenzione.

Sono tre cause che mi stanno a cuore, di natura diversa, per motivi diversi.

La prima e` la Siria, il paese che ho nel cuore, che soffre in questi giorni enormemente..molti, troppi, sono al freddo, senza alloggi, senza gas, elettricita`..molti, troppi, sono in campi profughi sparsi nei paesi limitrofi e in alloggiamenti di fortuna nella stessa Siria.

La ONG Un ponte per.., da sempre attiva in Medio oriente, ha lanciato Emergenza Siria, un sostegno ai rifugiati siriani che fuggono al confine con l`Iraq. Per sostenere il progetto potete dare il vostro contributo qui.

 

Il Teatro Valle Occupato e` il progetto di resistenza culturale -e politica- piu` interessante che sia venuto fuori nel nostro paese negli ultimi anni. I lavoratori dello spettacolo hanno occupato lo storico Teatro Valle, un gioiello architettonico, un tesoro storico al centro di Roma che rischiava di finire nel dimenticatoio. Dal giugno del 2011, gli hanno ridato la vita e da quel momento e` un cuore pulsante dell`offerta culturale della citta` e un esempio per quanti di noi credono nella cittadinanza attiva. Gli occupanti del Teatro Valle stanno cercando di trasformarlo in Fondazione e cosi restituirlo pienamente alla citta e alla cittadinanza. Sebbene a buon punto, il traguardo non e` ancora raggiunto, e il Teatro ha bisogno di tutti noi per mantenere questa sua vita cosi speciale e per continuare a dare un segnale che un`altra strada alla cultura, alla politica, e`possibile.  Per diventare socio fondatore e` possibile versare un contributo – e anche regalare quote – qui.

 

Creative Commons, la no-profit per la quale mi occupo della comunita` di lingua araba, ha lanciato la sua campagna annuale di fundraising.

Quest`anno CC ha compiuto 10 anni, 10 anni di attivita` intensa in giro per il mondo per promuovere la flessibilita nel diritto d`autore e lo sharing legale su Internet. Ma, soprattutto, per promuovere la condivisione e lo scambio, i valori fondamentali sui quali si basa l`architettura aperta di Internet.

CC ha un network di affiliati in oltre 70 paesi del mondo, compresa l`Italia.

Per sostenere le attivita` di Creative Commons e` possibile regalare donazioni qui.

 

A tutti, buon inizio di anno nuovo…

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Syria Deeply, an open-licensed news aggregator about Syria

For those who think that news reports on Syria lack context and historical background, Syria Deeply might be the solution. It is an amazingly well-done news aggregator, a great combination betwee journalism and technology. And it is also open-licensed., using the most flexible Creative Commons license, CC BY. 

Read my post on Creative Commons blog:

 

Syria Deeply: CC-Licensed News Aggregator

Donatella Della Ratta, December 21st, 2012

In January 2009, Al Jazeera launched a pioneering initiative: the first news repository licensed under a Creative Commons Attribution license. At the time, restrictions imposed by the Israeli military in Gaza prevented international news outlets from reaching the Strip and reporting from within. Al Jazeera, which had the advantage of being the only news outlet with a correspondent on the ground, came up with a creative solution by making its exclusive footage available to be used, remixed, translated and re-broadcasted by everybody, including competitors.

Three years later, a similar situation is happening with Syria. Shortage of news is dramatic and reports from within the country are rare and often require that journalists’ lives are put at risk in order to gather information. This is why it is key to have initiatives such as Syria Deeply, a news aggregator launched two weeks ago by a team of journalists and technologists headed by seasoned reporter Lara Setrakian.

Syria Deeply is a news platform that aims to redesign the user experience of the Syria story, for greater understanding and engagement around a complex global issue.‬ The platform is part news aggregator, part interactive backgrounder, part original reporting and feature stories. And the great news is that the content on the site is entirely CC BY–licensed, in order to encourage sharing and viral distribution.

This is a major step in crisis reporting and will allow a wider audience to become more aware of the dramatic situation in Syria, fostering a better understanding of a complex issue by adding context and historical information to the headlines.

“I believe technology is the key to getting more and better news to a broader audience,” says Setrakian. Open licensing can support this process and spread more and better understanding on Syria-related issues.

Appello per salvare Bassel Khartabil aka Safadi: La sua unica colpa e` di essere per Internet libero

Ringrazio Francesca Caferri di Repubblica, e tutti quelli che in queste ore si stanno mobilitando per attirare l`attenzione sul caso di Bassel Khartabil aka Safadi, detenuto in Siria dal marzo scorso e in grave pericolo di vita.

Conosco Bassel da molti anni. Bassel e` un ingegnere web bravissimo, un convinto sostenitore di un Internet libero e aperto, della condivisione in rete, dell`open source. Ma, soprattutto, per me e` un caro amico: una persona con cui ho condiviso tante avventure, una persona generosa, che ha sempre anteposto se stesso agli altri, sempre pronto ad aiutare. Ricordo quando i miei genitori sono venuti per la prima volta a trovarmi a Damasco, era Bassel che si e` occupato di trovargli da dormire, quando il turismo era alle stelle ed era difficile scovare persino un letto nella capitale siriana. Li ha invitati per un succo di gelsi e gli ha sorriso, stabilendo un contatto con loro, anche se non c`era nessuna lingua comune.

Ricordo quando abbiamo fatto il Creative Commons Iftar a Damasco, e la community libanese e` scesa a frotte in citta`, e Bassel era appena tornato dalla Cina con una polmonite. Fu lui a portarli in giro per Damasco vecchia, a mostrargli le bellezze della citta`, ad assicurarsi che stessero bene mentre lui a malapena si reggeva in piedi.

Ricordo tanti viaggi fatti da Damasco a Beirut in taxi con lui, per presenziare meeting sul tema dell`open source e della condivisione su Internet. Bassel era sempre li, ad occuparsi di noi, con quel suo modo che metteva tutti a suo agio.

Bassel e` un techie, ma non di quelli freddi, che passano ore al computer e non guardano negli occhi chi ti sta di fronte. Bassel ha un cuore enorme, e una grandissima ironia, che ci ha sempre fatto andare avanti, in tutte le peggiori situazioni.

Dal marzo 2012 ho perso ogni contatto con lui, io e tutta la sua famiglia, e tutti i suoi amici. Vorrei che fosse qui, a scherzare, come facevamo tante volte assieme.

La sua assenza ci dilania. La sua colpa e` aver immaginato la liberta`. Bassel e` alla corte marziale come quelli che hanno imbracciato le armi.

Ma l`unica arma che Bassel abbia mai preso in mano e` la tastiera del suo computer. E l`unico suo crimine e` aver sostenuto la condivisione, la collaborazione e la liberta`.

 

Bassel_CC

 

Siria, il web si mobilita: “Liberate Khartabil, La sua unica colpa è essere per Internet libero”

L’ingegnere elettornico di 31 anni, specializzato in software open source, è stato indicato da Foreign policy come uno dei “cento pensatori più influenti del mondo”. E’ stato arrestato a marzo a Damasco e da allora non se ne sa più nulla
di FRANCESCA CAFERRI

È stato scelto da poco dall’autorevole rivista Foreign policy come uno dei “cento pensatori più influenti del mondo”. Ma questo forse lui neanche lo sa. Bassel Khartabil è stato arrestato a marzo a Damasco dalle forze di sicurezza del presidente Bashar al Assad e da allora resta in carcere. I motivi dell’arresto di questo ingegnere elettronico di 31 anni, di origini palestinesi, specializzato nello sviluppo di software open source non sono noti: alla famiglia e alla sua fidanzata – che avrebbe dovuto diventare sua moglie nell’aprile scorso – non è stato comunicato nulla.

Quel che è certo è che da allora non gli è stato consentito ricevere visite e che da qualche giorno è stato trasferito in una prigione di massima sicurezza, nei pressi di Damasco, una struttura militare dove vengono custoditi i detenuti accusati di reati come il tradimento, dove è impossibile ricevere assistenza legale e molti dei prigionieri vengono mandati a morte.

Per la liberazione di Bassel da settimane è mobilitato il mondo della Rete: un sito internet è stato aperto con il suo nome dai suoi colleghi di Creative Commons, organizzazione no profit che si occupa di condivisione legale su Internet. Nei giorni scorsi hanno celebrato al Cairo i dieci anni dell’organizzazione, e registrato un video per chiedere la sua liberazione che sta circolando in tutto il mondo. Su Twitter è stato creato un hashtag #FREEBASSEL e un attivista al giorno, in ogni parte del mondo, digiunerà in uno sciopero della fame a catena per protestare contro il suo arresto. Ma nulla finora è servito per far avere notizie del giovane. “Bassel è una persona che da anni lavora per l’apertura della Rete: la sua unica colpa è stata quella di essere stato a favore di Internet libero”, dice Donatella Della Ratta, capo di Creative Commons Arab World e animatrice insieme a un gruppo di amici stretti delle manifestazioni di solidarietà.

Nella motivazione con cui spiega perché ha scelto di inserirlo nella liste dei pensatori più influenti del mondo, accanto ad Aung San Suu Kii e Barack Obama, Foreign policy spiega che Bassel è “un giovane ingegnere le cui capacità hanno aiutato a inserire la Siria nel mondo di Internet e hanno aiutato a creare una comunità open-source in un Paese rimasto a lungo ai margini della cultura giovanile” e che è stato scelto “per il suo impegno in nome di una rivoluzione pacifica in Siria”. Pochi giorni prima di scomparire Bassel aveva affidato a Twitter un messaggio: “Le persone che sono davvero in pericolo non lasciano mai il loro Paese. Sono in pericolo per un motivo, ed è quello stesso motivo che li spinge a rimanere”.
(19 dicembre 2012)